Piombino - Il porto oggi

L’assetto funzionale attuale dello scalo è storicamente condizionato dalla presenza delle grandi industrie siderurgiche che sono sorte alla fine dell'Ottocento e sviluppatesi nel secolo scorso nelle zone limitrofe al porto.
Infatti Piombino è sede di un importante distretto produttivo industriale, dove le principali aziende presenti sono controllate da gruppi multinazionali tra i più importanti al mondo, quali la Lucchini spa, il secondo stabilimento siderurgico in Italia, di proprietà Severstal (Russia) che produce prodotti lunghi (barre, vergella, billette, rotaie); La Magona d’Italia spa, del gruppo Arcelor/Mittal (Francia ed India), che produce laminati piatti zincati e verniciati; la Tenaris Dalmine, del gruppo Techint, specializzato nella produzione di tubi per impianti idrotermosanitari e per il settore petrolifero. L'altra vocazione storica del porto è strettamente connessa al settore traghettistico (Elba, Corsica e Sardegna), per l’elevato numero di passeggeri, conseguenza dello sviluppo turistico dell’Isola d’Elba e per il notevole interscambio di traffici ro/ro con la Sardegna.

Strutturalmente, il porto ha un bacino delimitato a SudEst dal molo sopraflutto, detto Batteria, ed a NordEst dal pontile ex ILVA.
L'area nord del porto è prevalentemente utilizzata per i traffici da e per le aziende siderurgiche, che si svolgono al pontile c.d. ex ILVA (Sud 470 mt. e Nord 270 mt.). Il fondale massimo è di mt. 11,9.
Altri traffici portuali, soprattutto lavorati di acciaio ed altre rinfuse, vengono svolti presso altre infrastrutture: la banchina Giuseppe Pecoraro, con accosto di 275 mt. e fondale a –13 mt.; il pontile Magona, con due accosti di 105 mt. a nord e 155 mt. a sud; la Banchina Mariani d’Italia di 125 mt..
Al traffico passeggeri sono destinati il c.d. Dente Nord Capitaneria (85 mt.), il pontile Elba (75 mt.) ed il piazzale Premuda, la banchina Trieste (135 mt.), nonché il molo Batteria (285 mt.) per il traffico ro – ro e passeggeri con la Sardegna.