Porto di Piombino - La storia

L'origine di Piombino va ricercata nell’antico porto di Falesia. Le prime notizie risalgono all'anno 417 quando vi arrivò Rutilio Namaziano.
Porto di arrivo delle materie prime, soprattutto ferro dall’Isola d’Elba, era anche porto di partenza per i prodotti lavorati che venivano distribuiti, già dagli Etruschi, in tutto il bacino del Mediterraneo. Lo scalo di Piombino fu utilizzato dai Fiorentini, che lo impiegarono per le loro attività commerciali, in particolare minerali di ferro e vini provenienti dall'Elba e per spedire mercanzie per il sud Italia e il Levante.

Dal 1847 il porto fu utilizzato anche per effettuare servizi postali nell'Arcipelago Toscano e per i porti del litorale maremmano. Il porto però assurse a grande importanza commerciale da quando, fra il 1860 e il 1870, vi furono insediati due centri di produzione del ferro che andarono via via ingrandendosi. In conseguenza di tali attività, negli anni tra il 1887 e il 1908 il traffico marittimo si decuplicò, passando da 28.000 a 323.000 ton.

Fu all’inizio del XX° secolo che si progettarono e si cominciarono a realizzare le infrastrutture che portarono Piombino ad essere un porto vero e proprio, anziché una rada senza opere portuali specifiche, tranne un molo e 4 pontili destinati ad uso esclusivo degli stabilimenti metallurgici : risale infatti al 1906 il primo Piano Regolatore Portuale.
Già negli anni Trenta, le merci movimentate arrivarono ad avere una media di oltre 700.000 ton. annue e si intensificò il traffico dei piroscafi postali.

Quasi completamente distrutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale, venne ricostruito nel periodo che va dalla fine della guerra al 1965, anno in cui fu approvato un altro Piano Regolatore Portuale, a cui si aggiunse una Variante allo stesso, approvata nel 1989.

La ripresa dei traffici legati all’industria, che presto raggiunsero e superarono i valori prebellici fino a toccare alla fine degli anni Sessanta i 4 milioni di tonn.di merce, si accompagnò allo sviluppo del turismo e quindi al traffico passeggeri con l’Isola d’Elba che superò agli inizi degli anni Settanta il milione di passeggeri.